In molte scuole, servizi e contesti educativi c’è un elefante invisibile nella stanza. Non si vede, ma condiziona la comunicazione: è l’intercultura. Non sempre ce ne accorgiamo. Non sempre la nominiamo. Eppure è presente ogni volta che persone con storie, lingue, abitudini, riferimenti familiari, religiosi o sociali diversi si incontrano nello stesso spazio. L’intercultura non riguarda solo “gli stranieri” o “chi non parla bene italiano”. Riguarda il modo in cui tutti noi interpretiamo parole, gesti, silenzi, ruoli, regole, tempi e aspettative. In una scuola può emergere nel rapporto tra insegnanti e famiglie. In un servizio sociale può manifestarsi nella difficoltà di costruire fiducia. In un contesto educativo può apparire quando un comportamento viene letto come mancanza di rispetto, disinteresse o chiusura. A volte il problema sembra linguistico. In realtà è anche culturale, relazionale e comunicativo. Perché spesso non vediamo le differenze culturali? Uno dei motivi principali è che la nostra cultura ci sembra “normale”. Ognuno di noi cresce dentro un sistema di abitudini, valori e modi di comunicare che, con il tempo, diventano quasi invisibili. Ci sembrano naturali. Pensiamo che sia normale salutare in un certo modo, chiedere informazioni in un certo modo, guardare negli occhi in un certo modo, rispettare gli orari in un certo modo, parlare con un insegnante o con un operatore in un certo modo. Ma ciò che per una persona è ovvio, per un’altra può non esserlo affatto. Il rapporto con l’autorità, per esempio, cambia molto da contesto a contesto. In alcune famiglie l’insegnante è visto come una figura con cui dialogare apertamente. In altre, come una figura da rispettare mantenendo distanza. In alcuni casi fare domande è segno di partecipazione. In altri può essere percepito come mancanza di rispetto. Anche il silenzio non ha sempre lo stesso significato. Può indicare accordo, disagio, rispetto, paura, imbarazzo o semplice difficoltà linguistica. Se lo interpretiamo solo con le nostre categorie, rischiamo di fraintendere la situazione.